Wine Talks
Cristina Monico – Enologa Fattoria Moncucchetto
Cosa volevi fare da grande?
“Non ho ancora l’età per dirlo, ed ecco il primo sorriso, in effetti a scuola andavo bene avrei potuto fare tante cose, men che meno avrei pensato di finire a fare un
lavoro in vigna o al contatto con la terra.”
Come hai iniziato ad interessarti di enologia?
“La spinta è stata fatta da mio padre e poi un incontro importante con Bruno Bernasconi enologo della cantina Tamborini, lui in poco tempo mi ha fatto capire il piacere del mio lavoro e mi ha spinto ad uscire dal Ticino ed andare a formarmi a San Michele all’Adige.”
Biologico, biodinamico, vino naturale, demeter, etc sono mode, sono filosofie o correnti di pensiero?? Tu cosa ne pensi e quale il tuo approccio a queste idee, usi tecnologie moderne o metodi naturali nel tuo lavoro?
“Difficile fare in Ticino lavorazioni così drastiche e senza compromessi come certi disciplinari richiedono. Il mio è un metodo che prevede un percorso in vigna di tipo tradizionale ma con l’utilizzo di tecnologie anche moderne che mi permettano di poter lavorare con uve sane, e che mi permettano di fare vini con una buona freschezza, una bella piacevolezza di beva e di poter presentare vini pronti ma con possibilità di affinare ancora nel tempo.”
Se tu ti dovessi paragonare a un vino o a una tipologia di vino quale vorresti essere?
“Sono molto aperta e predisposta alle varie tipologie di vino infatti faccio 14 etichette, non ho un vino in particolare che mi rispecchia ma più importante che faccia e che possa fare il vino che piace a me mi rende più libera e soddisfatta nel mio lavoro.”
Cosa ne pensi dei concorsi enologici?
“Quelli seri sono gratificanti perché ti permettono di poter confrontarti con gli altri produttori e mi danno possibilità dii degustare e provare altri vini. Alla fine pero credo che l’importanza sia piu personale che di riflesso per una maggiore vebdita delle mie bottiglie.”
Sentiamo sempre piu spesso parlare di cambiamenti climatici, e di situazioni metereologiche sempre più estreme come sta evolvendo il tuo modo di fare il vino a causa di questi cambiamenti e come sarà fare vino qui secondo te fra 10/20 anni
“Fare cambiamenti in vigna comporta grosse spese e lunghi tempi prima di vedere dei risultati che possono essere giusti o meno, Sempre più abbiamo a che fare soprattutto con insetti di cui non abbiamo i parametri per difenderci ed è li che bisogna affidarsi alle nuove tecnologie. Si stanno facendo numerosi incroci fra vitigni anche dello stesso genere per ottenere sempre piu vitigni resistenti, in Ticino per esempio anche l’idea del piantare uve di tarda maturazione che era un’idea diffusa nel passato col clima autunnale locale non ha portato i risultati sperati.”
Spesso nelle tue giornate al lavoro hai visita in cantina quale domanda ti avremo fatto centinaia di volte che più ti fa sorridere, arrabbiare o che non vedi l’ora di non o di sentirti
fare?
“Non ci sono domande sbagliate ma solo risposte non idonee.”
Il vino è piu passione o lavoro per te?
”E’ la passione di fare il mio lavoro.”
Hai mai sbagliato un vino? E poi cosa ne hai fatto?
“Si purtroppo capita, per fortuna raramente ma un vino sbagliato non si può correggere e va buttato, per fortuna che comunque le mie sono spesso piccole vinificazioni e quindi la perdita è meno dolorosa.”
Per cosa vorresti essere ricordata e cosa vorresti lasciare come eredita personale quando un giorno terminerai il tuo lavoro?
“Non è ancora ora per pensarci ……..ma il fatto di essere conosciuta per il suo lavoro vuol dire di aver già lasciato una traccia positiva (questo l’ho aggiunto io).”