ASSP – Svizzera Italiana

Wine Talks

Luca Biffi – Enologo Tamborini Vini

L’approccio oggi con le nostre domande, da parte di Luca è stato molto interessante e lungo il percorso, man mano senza una scaletta precisa, ma sicuramente con una logica legata alla sua emozionalità e alle domande che gli abbiamo fatto, ci sono stati proposti in degustazione dei vini che fanno parte del suo percorso lavorativo

COSA VOLEVI FARE DA GRANDE?

Sono nato nel 1974 in Friuli, Italia. Non sono laureato, ma sono diplomato enotecnico, con una formazione enologica di sei anni iniziata subito dopo la terza media. La mia scelta nasce da lontano: da ragazzo amavo molto gli animali e il mio sogno era diventare veterinario. I miei genitori non avevano studiato e desideravano che noi figli lo facessimo. Mio fratello ha seguito il liceo scientifico, mentre io volevo qualcosa di più concreto. Ho iniziato la formazione in agraria, ma era troppo generica: si faceva di tutto. Così ho deciso di specializzarmi subito in enologia.

COME HAI INIZIATO AD INTERESSARTI DI ENOLOGIA?

Il vino, in realtà, era già parte della mia vita. A casa era una presenza quotidiana: a tavola, nei campi, nei momenti di condivisione. Non producevamo per vendere, ma per noi. A scuola poi ho trovato un ambiente stimolante: molti compagni avevano vigneti di famiglia e ci confrontavamo continuamente, assaggiando e sperimentando. Già da giovane facevo prove di vinificazione, salassi, macerazioni. Da lì è nata la mia voglia di sperimentare.

C’E’ STATO UN MENTORE O UNA PERSONA CHE TI E STATO PIU VICINO NEL TUO PERCORSO?

I miei primi mentori sono stati i miei zii e mia nonna, con cui assaggiavo spesso. Poi, professionalmente, sono stati fondamentali Gianfranco Bianchini in Friuli e Carlo  Ferrini in Toscana, che considero il mio padre enologico.

QUAL’E’ IL PERCORSO DI STUDIO E LAVORATIVO CHE TI HA PORTATO QUI OGGI?

Mi sono diplomato nel luglio 1994 a Cividale del Friuli, già ad agosto lavoravo. Non ho fatto il militare per un’allergia alle api, quindi sono entrato subito in cantina. A 20 anni gestivo già una squadra di sei persone. Ho sempre seguito un principio semplice: prima di dire di no, bisogna dimostrare di non esserne capaci. Ho lavorato in un’azienda (Az. Agr. Forchir) che aveva 220 Ha di vigneto e che imbottigliava circa un milione di bottiglie e a 24 anni ero già quadro aziendale. Ma dopo pochi anni, capiiche i soldi non bastavano a tenermi fermo: volevo crescere, vedere il mondo. Tamborini San Zeno Sauvignon Blanc DOC Ticino 2024, fermentazione alcolica ed affinamento per 8 mesi in barriques nuove

OGNUNO DI NOI HA AVUTO NELLA SUA VITA UNA O PIU SLIDING DOOR CHE CI HA FATTO CAMBIARE O RIVOLUZIONARE LA NOSTRA ESISTENZA, CI PUOI DIRE DELLA TUA?  

La svolta è arrivata a Pasqua del 2000, a Betlemme, Palestina, in Israele.Quell’esperienza mi ha aperto la mente. Tornato in Italia, decisi di lasciare il posto fisso e partire. Nel 2001 ho girato molto (18 voli aerei!): Australia, Israele e Francia facendo tre vendemmie. In Francia sono entrato come cantiniere e dopo una settimana ero già responsabile di una squadra. Il mio obiettivo però era la Toscana. Così nel 2002 sono arrivato alla MarchesiMazzei, a Fonterutoli, Siena, dove ho lavorato fino al 2015. Quello è stato il cuore della mia crescita professionale. Successivamente, ho fatto una scelta diversa: non più solo enologica, ma familiare. Avevo due figli piccoli e volevo offrire loro un ambiente diverso. Mi sono trasferito in Ticino, dove vivo oggi. Ho ottenuto il permesso B, poi il C e ora ho avviato il percorso di naturalizzazione, con il desiderio di partecipare attivamente alla vita del Paese. Tamborini Osè d’Hiver Riserva 2022 Rosato di Merlot DOC Ticino, affinato in barrique nuove per 24 mesi(ORO Mondial du Merlot)

HAI MAI SBAGLIATO UN VINO? E POI COSA NE HAI FATTO?

Nel mio lavoro pianifico tutto, anche per poter sbagliare. Perché sbagliare è inevitabile, ma se hai progettato bene sai dove intervenire. Lavoro molto su prove, piccoli campioni, degustazioni continue. Non ho mai buttato via un vino senza aver tentato tutto per recuperarlo.

BIOLOGICO, BIODINAMICO, VINO NATURALE, DEMETER, ETC SONO MODE, SONO FILOSOFIE O CORRENTI DI PENSIERO?? TU COSA NE PENSI E QUAL’E’ IL TUO APPROCCIO A QUESTE IDEE, USI TECNOLOGIE MODERNE O METODI NATURALI NEL TUO LAVORO?

Non amo le etichette come “biologico” o “naturale” quando diventano ideologia. Preferisco parlare di scelte umane: il vino è una costruzione dell’uomo. Per questo dico che il mio lavoro è “humanlogico”. Ogni decisione in vendemmia, fermentazione, legno, ossigeno, è una scelta.L’ossigeno, in particolare, è uno strumento fondamentale per me. Mi affascina come il vino cambi grazie all’ossigeno: è qualcosa che studio da diversi anni. Preferisco avere il controllo anche della fermentazionealcolica, quindi uso spesso lieviti selezionati. Tamborini I Macerati Chardonnay DOC Ticino 2023 (macerazione per 6 mesi in tonneaux e 12 mesi affinato in barriques nuove).

COM’E LA TUA GIORNATA LAVORATIVA TIPO?

Mi alzo presto, alle 6:00 cerco di fare un giro in bicicletta, poi doccia e si inizia il lavoro. Per una parte mi vede in cantina sempre con un bicchiere per assaggiare, e buona parte in ufficio da dove coordino il lavoro dei miei collaboratori.

QUAL’E LA PARTE PIU GRATIFICANTE A LIVELLO PERSONALE DEL TUO LAVORO?

Mi fa felice, durante i miei innumerevoli assaggi, rendermi conto di aver ottenuto quel vino che volevo fare per come lo desideravo.

SE TU TI DOVESSI PARAGONARE A UN VINO O A UNA TIPOLOGIA DI VINO QUALE VORRESTI ESSERE?

Vorrei essere il Vignavecchia della Tamborini: un vino importante, giustamente tannico, equilibrato ed elegante. Marchesi Mazzei Vigna Lenzi, Comune di Quercegrossa, Sangiovese Toscana 2011in Magnum, Barriques nuove Francesi Nadalie, imbottigliato nel 2013.

QUALE VINO O TIPOLOGIA DI VINO VORRESTI POTER FARE?

Vorrei fare un buon vino stile Champagne, ci sto lavorando.

Dalla barrique, Bianco di Merlot vinificato in bianco per base spumante, vendemmiato il 18 agosto 2025.

 

QUANDO PENSIAMO A UNA BOTTIGLIA, SPESSO CI VIENE IN MENTE LA FIGURA DI UN OGGETO CHE NAVIGA NELLE ACQUE CON ALL’INTERNO UN MESSAGGIO PER CHI LA RACCOGLIERÀUN DOMANI. NELLE TUE BOTTIGLIE QUALE MESSAGGIO VORRESTI CHE ARRIVASSE A NOI CONSUMATORI FINALI DEL TUO LAVORO?

Vorrei che dentro una bottiglia ci sia il lavoro, di un uomo o di un gruppo di persone che hanno creduto ad un progetto e che lo abbiano prodotto con tenacia e conoscenza.

Tamborini ESPE N.7 Arinarnoa 2022 IGT Svizzera Italiana(100%appassiemnto e 24 mesi di affinamento in barriques nuove)

SENTIAMO SEMPRE PIU SPESSO PARLARE DI CAMBIAMENTI CLIMATICI, E DI SITUAZIONI METEREOLOGICHE SEMPRE PIU ESTREME COME STA EVOLVENDO IL TUO MODO DI FARE IL VINO A CAUSA DI QUESTI CAMBIAMENTI E COME SARA FARE VINO QUI IN TICINO, SECONDO TE FRA 10/20 ANNI.

Penso di non avere ancora gli anni sufficienti di lavoro per avere una giusta risposta; anche perché nella sua vota un uomo può arrivare a fare cinquanta vendemmie …..Il cambiamento climatico ci obbliga adadattarci. Non sempre significa cambiare vitigni: a volte significa cambiare il progetto per produrre un tipo di vino. Un’uva che non è più perfetta per un rosso può diventare un grande bianco, un rosato o una base spumante. Per questo oggi sto lavorando molto sulle bollicine: è una nuova sfida.2019 Tamborini San Zeno Quaranta Pas dose Bianco di Merlot, 40 mesi sui lieviti

COSA NE PENSI DEI CONCORSI ENOLOGICI?

Credo molto nei concorsi enologici, perché mi danno la possibilità di mettermi in discussione. I concorsi non cambiano necessariamente le vendite, ma aiutano a capire se il lavoro fatto è stato compreso. Tamborini Comano 2015 Merlot Ticino DOC Riserva (ORO Mondial du Merlot ed ORO Grand prix du Vin Suisse)

COSA TI EMOZIONA ANCORA DOPO QUALCHE VENDEMMIA FATTA?

Quello che mi emoziona ancora oggi è riuscire a creare un vino che emozioni anche gli altri. Il vino deve trasmettere qualcosa, non deve solo essere “buono”.

SPESSO NELLE TUE GIORNATE AL LAVORO HAI VISITA IN CANTINA QUALE DOMANDA TI AVREMO FATTO CENTINAIA DI VOLTE CHE PIU TI FA SORRIDERE, ARRABBIARE O CHE NON VEDI L’ORA DI SENTIRTI FARE?

Non mi piace quando mi dicono che il vino è “Buono”, è il minimosindacabile!. Preferisco una critica sincera a un complimento vuoto. Non mi piacciono domande su biologico o sui lieviti indigeni, preferisco nozioni più tecniche. Marchesi Mazzei Stefano 2014 100% MerlotToscano 2014 Vigna Siepi, 30 mesi affinato in barriques passaggio.

DOMANI MATTINA TI ALZI E COME D’ABITUDINE TI RECHI AL LAVORO MA TI RENDI CONTO DI ESSERE DA UN’ALTRA PARTE NEL MONDO DOVE NON TI DISPIACEREBBE ESSERE FINITO.

In Nuova Zelanda (ci stavo per andare a lavorare dopo la Francia, ma poi cambiai idea) o a Long Island (ad 1 ora circa da New York).

IL VINO È PIU PASSIONE O LAVORO PER TE?

Il vino, per me, è anche vita personale. Ho dedicato bottiglie ai miei figli, con etichette disegnate da loro. Alcune le riceveranno a 18 anni. È un modo per legare il tempo, la famiglia e il vino. (vd  “Stefano” 2014)

PER COSA VORRESTI ESSERE RICORDATO E COSA VORRESTI LASCIARE COME EREDITÀ PERSONALE QUANDO UN GIORNO TERMINERAI IL TUO LAVORO?

Direi tre cose:

La prima: la Terra bisogna migliorarla, farla crescere, lasciarla meglio di come l’abbiamo ricevuta. Dove vado, cerco di migliorare l’esperienza in cantina, soprattutto tra i colleghi.

La seconda è lasciare un segno concreto. Quando ho terminato l’esperienza lavorativa in Toscana alla Marchesi Mazzei, ho lasciato un archivio di vinificazioni e il mio nome è tra quelli che hanno contribuito alla progettazione e costruzione della nuova cantina. Ai miei figli dico sempre: cercate di lasciare anche voi qualcosa, qualsiasi cosa voi farete in futuro.

La terza è la curiosità. La voglia di continuare a provare, la voglia di sperimentare, la voglia di capire. E soprattutto la consapevolezza che c’è sempre qualcosa da imparare. D.A.2017 Merlot DOC Ticino, 36 giorni appassimento, 180 giorni macerazione, 24 mesi affinamento in barriques nuove.

COSA TI EMOZIONA ANCORA DOPO QUALCHE VENDEMMIA FATTA?

Il mio obiettivo, in fondo, è semplice: continuare ad emozionare attraverso il vino.